Roma in rima -  Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

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Giochi di parole,I sonetti romani

1 dicembre 2011

Sonetto ar sonetto

sonetto in etto

Sonetto ar sonetto

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Un modo d’omaggià er caro sonetto,

è quelo de rimà, co gran diletto,

baciannoje la rima, ossia, in farzetto,

e usà lo stesso accordo a ‘gni verzetto.

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E’ solo un gioco, a vol’èsse coretto,

ma è un modo tutto mio d’avé rispetto,

p’er mezzo co cui provo a dà l’effetto

de quelo che ciò dentro, in fonno ar petto.

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E ringrazziallo p’èsse er più perfetto,

tra li modi romani er più diretto

pe mette in rima Roma e ‘gni suo aspetto.

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E dimostraje amore più che affetto,

armeno io ce provo e, si difetto,

perdoname amico mio ch’hai letto.

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Stefano Agostino

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Giochi di parole,I sonetti romani

8 novembre 2011

Anto, ento, into, onto, unto

anto ento into onto unto

Anto, ento, into, onto, unto

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Io sò romano, me ne picco e vanto,

già solo che ce penzo sò contento,

m’esplode in petto forte er sentimento,

che provo a mette in rima dentro a un canto.

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E come quanno a un tratto s’arza er vento,

sotto a sto cielo azzuro ch’è un incanto,

ringrazzio Dio, er Padre Eterno Santo,

che qui m’ha arigalato er nascimento.

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‘Gni giorno me ce svejo più convinto

de la fortuna che nun cià confronto,

de vive tra ste mura e sto recinto.

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E’ un modo tutto mio de fà un riassunto,

de sta mia vita intera ch’aricconto,

in du’ parole sole: L’AMO. Punto.

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Stefano Agostino

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Giochi di parole,I sonetti romani

6 ottobre 2011

Atto, etto, itto, otto, utto

atto, etto, itto, otto, utto

Atto, etto, itto, otto, utto

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Sonetto mezzo scemo o forze tutto,

der resto viè da me che sò un ber matto,

dove infilacce senza usà gran tatto,

sia ATTO, ch’ETTO, ITTO, OTTO e UTTO.

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Nun so nimmanco io perché l’ho fatto,

né poi si er risurtato è bello o brutto,

è un modo pe giocà, senza costrutto,

co le parole, come er micio e er ratto.

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Così, lettore, hai da pagà sto scotto,

che in fonno è sempre mejo de un affitto,

si prenni alloggio sotto a sto ber tetto.

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‘Na casa senza mobbili e salotto,

né pavimenti o muri, né soffitto,

ma che s’aregge tutta sur sonetto.

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Stefano Agostino

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Giochi di parole

17 settembre 2011

Anagramma n. 5

Anagramma n. 5 – Luis Enrique

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E’ la volta di anagrammare il nome del nuovo allenatore giallorosso, il tecnico voluto fortemente da Baldini e Sabatini, prelevato dal Barcellona B, con quel suo nuovo modo di pensare il calcio che va, se possibile, anche oltre lo schema tattico di Guardiola, quella sua idea di calcio offensivo che ci auguriamo tutti porti presto frutti importanti. Luis Enrique ha cominciato però la sua avventura tra molte difficoltà, incertezze, polemiche e scetticismi, dovuti ad un inizio non certo esaltante con l’eliminazione dalla Europe League e la sconfitta interna in campionato con il Cagliari. Ma molti qui a Roma, sottoscritto compreso, sono convinti che se al tecnico spagnolo verrà data possibilità concreta di lavorare senza pressioni della stampa e della tifoseria, e se ai giocatori verrà concesso di recepire con pazienza e relativa calma la nuova filosofia di gioco, i risultati non tarderanno ad arrivare. L’importante, per il momento, è riuscire a creare uno spogliatoio compatto, come sembra che il tecnico sia già stato in grado di fare e continuare a far gruppo e a cementificarlo con la cosa più importante nel calcio: la vittoria. Un buon indizio, come sempre, ce lo rivela l’anagramma del nuovo allenatore: LUIS ENRIQUE infatti, dà UNIRE QUEL SI’ , come a dire riuscire a far gruppo tra coloro che hanno aderito al progetto giallorosso.

Giochi di parole

5 agosto 2011

s(C)enari vacanzieri

sCenari vacanzieri

s(C)enari vacanzieri

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Auguri a chi parte / auguri a chi resta,
a chi studia l’arte / di vivere in festa.
A chi si trastulla / sott’all’ombrellone,
a chi non fa nulla /  in ogni stagione.
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A chi si riposa / e al sole si abbronza,
a chi non si dosa / e prende una sbronza.
A chi va in montagna / chi invece va al mare,
chi vota campagna / chi il suo focolare.
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Chi è solo turista / chi è viaggiatore,
chi al massimo è autista / del proprio ascensore.
Chi non sta mai fermo / neanche un secondo,
chi ha un teleschermo / per guardare il mondo.
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Ad ogni lettore / non di circostanza,
auguro di cuore / la buona vacanza.
E chiudo la rima / col solito idioma
più viaggio, più in cima / “io ce metto ROMA”.
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Stefano Agostino
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Da precisare che non sto partendo e che il sito non va in ferie. Il mio voleva solo essere un augurio di buone vacanze per chi le sta già facendo, chi parte nelle prossime ore o è in procinto di farlo.

Giochi di parole,I sonetti romani

28 luglio 2011

Comincia con la “S”

sonetto quotidiano

Comincia con la “S”

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Sonetto semprice, simmai se stesse

scrivenno su sta scia, stesso sistema,

stessa sonorità, simbolo, schema,

seguenno strade scomode, sconnesse.

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Si sarà stata saggia, storta, scema,

sta serie sibilante su ste “S”,

saprà solo, se stileno scommesse,

Santissima Sua Signoria Suprema.

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Se scherza, se sorfeggia, se scanzona,

se scrive seriamente, se stornella,

se sbaja, se spalleggia, se sanziona.

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Se sogna sempre sveji, se spennella,

se scanza senza “se” sveja si sòna,

stanno sdrajati stesi su sta stella.

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Stefano Agostino

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Giochi di parole

13 aprile 2011

Anagramma n. 4

Anagramma n. 4 – Edy Reja 

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Ennesima conferma della validità della teoria che nel nome è contenuto il destino di un uomo.  Questa volta ci viene dall’esame del nome dell’allenatore della Lazio. Come un guerriero della saga “guerre stellari”, doveva per forza avere qualche attinenza con il raggio laser che ha colpito il portiere Muslera nel derby. Che la forza non sia stata proprio con lui al momento della punizione di Totti o che sia stato proprio lui l’autore del gesto, sono interrogativi che rimarranno insoluti. Ma un dato inconfutabile dal quale muovere le indagini lo abbiamo: EDY REJA anagrammato viene ERA JEDY, uno dei personaggi a difesa dell’universo con la spada laser verde !!!