Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

28 Gennaio 2014

Riflessione

Riflessione

***

Nun riesco a scrive mai pe convegnenza,

perché costretto o sotto dettatura,

perché “sarebbe giusto” o pe ventura,

perché sinnò nun riempio la credenza.

***

Nun scrivo artro che nun sia fattura

de quer che m’appartiene come essenza,

che nun ce riesco mica a stanne senza,

che me coinvorge l’occhi pe natura.

***

E nun me frega gnente si ‘sto fatto,

vor dì arestà pe sempre come adesso,

senza firmà chissà quale contratto.

***

Armeno so che a rimané me stesso,

quanno me guardo dentro a un mio ritratto,

posso tené lo sguardo a chi è ariflesso.

***

Stefano Agostino

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  1. Nun riesco a scrive mai pe convegnenza,
    perché costretto o sotto dettatura,
    perché “sarebbe giusto” o pe ventura,
    perché sinnò nun riempio la credenza. … (continua)

    Comment by Stefano — 28 Gennaio 2014 @ 08:07
  2. Magistrale l’ultima terzina Stè!!! E’ proprio questa la grande ricchezza che accumuliamo e che nessuno potrà mai portarci via: la propria integrità, restare se stessi, non vendersi, non agire per convenienza, esattamente ciò che tu definisci “quer che m’appartiene come essenza”!

    Comment by Silvio — 28 Gennaio 2014 @ 09:02
  3. L’ultima terzina è (o dovrebbe essere) l’essenza del Tifoso Romanista

    Comment by Pablo BigHorn — 28 Gennaio 2014 @ 12:16
  4. Silvio, Pablo: grazie.

    Comment by Stefano — 28 Gennaio 2014 @ 12:55
  5. Stefano sei un grande: l’ultima terzina è sacrosanta verità!

    Il pensiero del giorno è magistrale

    Comment by letizia — 28 Gennaio 2014 @ 13:17
  6. Letizia, grazie di cuore.

    Comment by Stefano — 28 Gennaio 2014 @ 14:10

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