Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

15 Aprile 2014

Suggerimento

Suggerimento

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Nun perde tempo appresso a le sciocchezze

e cerca d’èsse sempre positivo,

ricordete, fin quanno che sei vivo,

pòi sempre scalà cime e granni artezze.

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E inzegui un sogno come un obbiettivo,

e nun mollà, si troverai schifezze,

si fosse senza tera e né monnezze,

‘sto monno avrebbe un artro sostantivo.

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Contornete d’affetti e de perzone

che co ‘na pacca o un semprice soriso

te sanno dà amicizzia o un’emozzione.

***

E pure si nun va tutto preciso

così come voresti tu, e a raggione,

scrolla le spalle e penza ar Paradiso.

***

Stefano Agostino

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  1. Nun perde tempo appresso a le sciocchezze
    e cerca d’èsse sempre positivo,
    ricordete, fin quanno che sei vivo,
    pòi sempre scalà cime e granni artezze. … (continua)

    Comment di Stefano — 15 Aprile 2014 @ 06:52
  2. Parole sante, da scrivere col fuoco in ogni dove! Una targa di marmo da affigere fuori ogni scuola e università, luogo di lavoro, di culto e di sport, norme-guida da inserire nella Costituzione. Sono concetti semplici e profondi, diretti al cuore dell’uomo, che se realmente interiorizzati possono cambiare il mondo!

    Comment di Silvio — 15 Aprile 2014 @ 09:20
  3. Grazie Silvie’. Tvb.

    Comment di Stefano — 15 Aprile 2014 @ 09:37
  4. Questo sonetto potrebbe diventare (ma sicuramente già lo è grazie a Garcia) l’inno della Roma!

    Comment di letizia — 15 Aprile 2014 @ 10:38
  5. Che onore sarebbe Letizia. Grazie.

    Comment di Stefano — 15 Aprile 2014 @ 14:49

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