Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

12 Settembre 2014

Detti popolari: “giro de Peppe”

Detti popolari: “giro de Peppe”

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“Giro de Peppe”, a Roma, è l’espressione,

che vò indicà che se sta a fà un percorzo,

più largo e complicato in quanto a corzo,

de quello necessario a l’occasione.

***

Me spiego mejo, pe chiarì er discorzo,

p’annà da qui a lì la direzzione

la se aggrovija, avenno convinzione

de risparmià traggitto, strada e sforzo.

***

Er detto popolare prenne er nome

dar giro “savojardo” a un funerale,

intorno a la Rotonna, (er soprannome …

***

… der Pantheon), che nun se sa pe quale  

motivo se faceva, né chi e come …

ma era de un “Peppe appresso a la Reale”.

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 Stefano Agostino

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  1. “Giro de Peppe”, a Roma, è l’espressione,
    che vò indicà che se sta a fà un percorzo,
    più largo e complicato in quanto a corzo,
    de quello necessario a l’occasione. … (continua)

    Comment di Stefano — 12 Settembre 2014 @ 08:52
  2. Si, “er giro de Peppe attorno a la reale”, se faceva allunganno ‘a strada, a piedi, quanno s’ariaccompagnava a casa ‘a regazza, specie si te faceva passa’ pe quarche vicolo buio. Mo nun è tanto igienico, manco fermasse co la machina. Ammazza come so’ cambiati li tempi!

    Comment di 'svardoASR'29 — 12 Settembre 2014 @ 09:08
  3. Oggi ho anche imparato qualcosa: questo detto non lo conoscevo!
    ‘svardo hai ragione: mala tempora currunt!

    Comment di letizia — 12 Settembre 2014 @ 09:32
  4. Fare i giro di Peppe appresso alla reale. Peppe = “il tonto” “lo sprovveduto” della Roma primi del ‘900. La reale = squadrone dei corazzieri a cavallo per le parate di rappresentanza del re. Tali parate non percorrevano la strada più breve ma allungavano il percorso per mostrarsi al popolo. Peppe, sprovveduto, per andare da un punto all’altro della città per qualche commissione affidatagli, per non sbaglia, seguiva i percorsi fatta dalla reale, che spesso faceva le esercitazioni per le vie di Roma. Non fare la strada più diretta. Dover seguire un percorso inutilmente lungo.

    Comment di Mairand — 1 Dicembre 2014 @ 13:31
  5. Scusatemi se intervengo su “er giro de Peppe”.
    In questa pagina, come in altri siti, il detto viene ricollegato alla frase “fare il giro di Peppe attorno alla Rotonda dietro alla reale”. Ma “er giro de Peppe” è già un detto a sé stante e non ha alcuna importanza che esso sia stato connesso, molte volte, col giro che faceva il corteo funebre reale attorno al Pantheon.
    Oggi pochi frequentano la Bibbia, ma una volta la cultura popolare era profondamente radicata nei Vangeli. Faccio un esempio: se un Tizio si mette a fare la corte alla ragazza di un Sempronio, noto forzutone con due spalle così e gli capita di prendersi un fracco di legnate, qualcuno potrà commentare, con un risolino: “Chi cerca trova”. Questo detto, puramente evangelico e riferito a ben altra cosa, viene oggi usato nelle occasioni più disparate e sarebbe incauto dire che il detto “chi cerca trova” significa che a far la corte alla ragazza di un altro può capitare di finire con la testa rotta!
    Nel caso del giro attorno alla Rotonda è lo stesso: in quel caso è stato usato un detto, che ha un’origine e un significato ben precisi e che può applicarsi alle cose più diverse.
    Torniamo al Vangelo. Gesù nacque a Betlemme. Giuseppe e Maria venivano da Nazaret e dopo il censimento sarebbero dovuti tornare a Nazaret. Arriva un angelo che avverte Giuseppe del pericolo costituito da Erode, che temeva in Gesù un pretendente al trono, da far fuori senza tanti complimenti. Giuseppe, allora, che fa? Se ne va un periodo in Egitto e dopo un certo tempo torna a Nazaret. Insomma: per andare da Betlemme a Nazaret, Giuseppe passò per l’Egitto. Sarebbe come dire che uno per andare da Firenze a Milano, passa per Lecce. Giuseppe, insomma, è stato il prototipo, da tutti conosciuto, di tutti quelli che, per andare da qua a là, hanno fatto in giro di mezzo mondo, cioè…”er giro de Peppe”.

    Comment di Paolo Migneco — 4 Giugno 2017 @ 18:19

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