Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Tempi d'oggi

6 Settembre 2019

Nun m’avveleno più

Nun m’avveleno più

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Nun m’avveleno più, me so’ stufato,

me metto già affacciato a la finestra,

curioso de vedé che ‘sta minestra,

saprà mai fà, ner tempo der mannato.

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Che ciò le palle gonfie … taja extra,

de quello ch’hanno tutti combinato,

inciucio, tradimentento, cojonato

l’elettorato da sinistra a destra.

***

Nun vojo più discute co nessuno,

ché tanto coerenza co coraggio,

sò doti rare da trovà in quarcuno.

***

De certo da ‘sto sito quanno assaggio

quarcosa che fa schifo, sarvognuno,

la rimerò rischianno arch’er linciaggio.

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Stefano Agostino

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  1. Nun m’avveleno più, me so’ stufato,
    me metto già affacciato a la finestra,
    curioso de vedé che ‘sta minestra,
    saprà mai fà, ner tempo der mannato. …

    Comment di Stefano — 6 Settembre 2019 @ 05:38
  2. Bisognerebbe guardare solo ai fatti, non agli slogan! La vera politica si fa risolvendo i problemi concreti e non cercando consensi attraverso esternazioni continue sui social o con polemiche e litigi in tv. Quando andiamo a stringere, il cittadino giudica l’operato di un esecutivo dalle misure adottate, dalla qualità dei servizi ricevuti, dalla percezione di miglioramento o peggioramento di ogni ambito di influenza della politica economica. Personalmente non ho nessun pregiudizio, preferisco giudicare i fatti.

    Comment di Silvio — 6 Settembre 2019 @ 09:17
  3. Bello il sonetto, Perfetto il commento.
    ,,,,,,,un piacere leggervi!

    Comment di romano cb — 6 Settembre 2019 @ 12:19

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