Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

13 Aprile 2010

La tirchieria

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la tirchieria

La tirchieria

 

Che brutta cosa quella d’esse avari,

tenesse er grano stretto in la saccoccia,

nun è ‘n sermone, ma è che me scoccia,

che i tirchi qui so’ sempre meno rari.

 

Ma dico io e me spremo sta capoccia,

nun so’ pe’ brucia’ i sordi, p’esse chiari,

ma manco p’annisconnese i denari,

temenno che a spenneli me nuoccia.

 

Chè fa piacere a tutti sta tranquilli,

avecce er gruzzoletto a fa’ riparo,

quanno che se sta a tordi e quanno a grilli.

 

Ma no pe’ questo vive da purciaro,

che nun ce sta forziere che pur brilli,

che quanno mòro me lo pijo e ‘mbaro.

 

Stefano Agostino

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  1. Eh si, è proprio brutta la tirchieria, è una triste malattia di chi considera il denaro non mezzo ma uno scopo. E’ una strana malattia che fa vivere i ricchi da pezzenti e da infelici, che cancella ogni emozione, che inaridisce l’anima più della depressione!

    Comment by Silvio — 13 Aprile 2010 @ 08:31
  2. Vero, che brutta cosa avere le braccette corte. Brutto e triste, si perchè se ci avete fato caso i tirchi sono sempre tristi, troppo preoccupati a contare i soldi e nn si godono mai niente.

    Comment by Federica_Perla — 13 Aprile 2010 @ 11:41
  3. Federica, Silvio, grazie della vostra partecipazione costante e dei vostri contributi mai scontati, anzi sempre puntuali e precisi.

    Comment by Stefano — 13 Aprile 2010 @ 19:37

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