Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

19 Maggio 2010

Conzijo

consijo

Conzijo

***

Dovrebbimo imparà a vòrtacce indietro,

dà un’occhio a chi sta peggio in graduatoria,

e nun guardà sortanto e avè memoria,

pe chi sta avanti a noi de quarche metro.

***

Li nostri sò più crucci e vanagloria,

rispetto a chi ha vissuto un pàrmo addietro,

pe cui noi stamo già in braccio a San Pietro,

che quella sua è tutta ‘n’artra storia.

***

Questo è un consijo che nun cià pretese,

nè d’èsse ramanzina, nè sermone,

pe quelli ce sò già caserme e chiese.

***

Armeno a guardà dietro avrai occasione,

de evità spiacevoli sorprese,

de chi, da lì, te vò fà ‘n’ignezzione …


Stefano Agostino

___________________________

 

  1. Chi non conosce invidia, chi si accontenta del proprio senza fare continui paragoni, chi non è consumato da ambizione sfrenata, bramosia, avidità, egoismo, rancore, frustrazione, chi vive e lascia vivere, beh allora ha capito veramente tutto de ‘sto mondo.
    Godere di buona salute e condurre una vita decorosa significa stare nel quarto dell’umanità fortunata, mentre i restanti tre quarti non hanno accesso ad acqua potabile, muoiono di patologie banali e curabilissime, vivono nella miseria e nella disperazione più assoluta.

    Comment by Silvio — 19 Maggio 2010 @ 10:20
  2. …. in ufficio da me ancora c’è gente che si lamenta dello stipendio, OTTIMO e (a parecchi) PRATICAMENTE REGALATO!

    Comment by Francesca Principessa — 19 Maggio 2010 @ 10:34
  3. Buongiorno a tutti! Princi, non e’ che da te assumono? Sembra un posto interessante 🙂

    Comment by Prometex — 19 Maggio 2010 @ 11:21
  4. Troppo egoismo e troppa invidia nella nostra società, nn siamo più in grado di andare oltre l’apparenza. Ormai siamo in pochi ad apprezzare le cose che la vita ci dona.

    Comment by Federica_Perla — 19 Maggio 2010 @ 11:36
  5. Quello che mortifica de più è l’indifferenza verso chi soffre o che, pe’ quarche artro motivo, c’averebbe bisogno der contatto artruista de chi je sta vicino de casa. Una vorta c’era la dirimpettaia der pianerottolo che, ‘n po’ pe ‘mpicciasse o ‘n po’ pe’ generosità, se ‘nformava si te serviva quarche cosa de spesa o artro. Mo si e no ce se saluta. Sempre più de fretta semo come viaggiatori de passaggio: nun affratellamo.

    Comment by 'svardo — 19 Maggio 2010 @ 12:09
  6. Purtroppo da noi i concorsi sono BLOCCATI da anni… con tutti i disoccupati e i precari che ci sono in Italia :(…. Per quanto riguarda i vicini più prossimi, io ho una dirimpettaia di pianerottolo molto dolce e gentile: una signora calabrese di quasi 80 anni, che fa fatica a camminare, per cui, appena la incrocio per le scale, la aiuto a portare le buste della spesa.

    Comment by Francesca Principessa — 19 Maggio 2010 @ 12:53
  7. Mi sarebbe piaciuto avere un vicino di pianerottolo come RomamoR….

    Comment by Francesca Principessa — 19 Maggio 2010 @ 15:54
  8. Piacere reciproco cara “princesse”, se non altro per avere vicino una persona con la quale esultare per la Roma.

    Comment by 'svardo — 19 Maggio 2010 @ 16:22
  9. Hai ragione Stefano: ringraziamo il Signore per quello che abbiamo e godiamocelo. Ci sono persone che non solo non hanno nulla, ma vivono in guerra. Pertanto, ogni tanto, diamo uno sguardo indietro.

    Comment by letizia — 19 Maggio 2010 @ 17:15
  10. E’ giusto non sputare in aria per quello che ciavemo che è sempre molto di più di quel che hanno tanti altri a tutte le latitudini… e, statene certi, molti più vicini a noi de quanto non si creda… Sta crisi sta a far fuori tutti i più deboli, i meno attrezzati, i meno coperti, i più rotondi e meno i quadrati (quelli che pur de passarci avanti so capaci de calpestacce)… ecco sta categoria esisterà sempre… so i soliti caporali… l’omini? sempre meno…

    Comment by luis60 — 19 Maggio 2010 @ 19:33
  11. … Però me smentirei se non citassi, anche se dovessi sembrare blasfemo, cinico, dissacratore, ecc., quel fantastico sketch con Massimo Troisi (uno de quelli che non dovevano morire MAI) al quale, per alleviare le proprie disgrazie, fu suggerito di guardare indietro a quelli che stavano peggio… e Lui… “ci ho guardato, ma dietra a mme nun ce sta nisciuno”…

    Comment by luis60 — 19 Maggio 2010 @ 19:37

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