Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

3 Giugno 2024

Che fine ha fatto er congiuntivo?

Che fine ha fatto er congiuntivo?

***

Vojo parlà de un modo trapassato,

remoto ner presente e indicativo,

passato già da qui: er congiuntivo.

Non è infinito e cià futuro ingrato.

***

Condizzionale a ‘gni artro sostantivo,

de un anteriore e participio stato,

ormai imperfetto, nun viè manco usato

pe fà un gerundio in tono imperativo.

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Credevo fusse malatia de l’occhio,

come p’er naso esiste la rinite,

o de la lavannara e er suo ginocchio.

***

Invece de ‘na spece de borzite,

è pure peggio e viè un ber pastrocchio,

si er congiuntivo va in congiuntivite!

***

Stefano Agostino

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  1. In Italia ormai la lingua italiana è in disuso! Sui cosiddetti social si leggono degli strafalcioni incredibili! I nostri grandi scrittori si stanno rivoltando nella tomba!
    Buona Giornata!

    Comment by letizia — 15 Dicembre 2016 @ 09:04
  2. Aoh, nun so si ve ne sete accorti, ma so’ stato assente, pe guasti tecnici, pe diverzi giorni. Forze stavate mejo, ma so’ tornato.

    Comment by 'svardo AsR'29 — 15 Dicembre 2016 @ 16:30
  3. Questo sonetto è geniale, applausi e chapeau!
    Per il congiuntivo, credo che il suo misuso sia dovuto in parte alla scuola: molto tempo fa, chi non sapeva scrivere correttamente un tema, oppure ignorava le regole elementari della grammatica, veniva bocciato o rimandato. Quindi eravamo costretti ad imparare l’uso di questo benedetto congiuntivo. Oggi non più, e i risultati li vedo in primis con i miei figli. Aggiungiamoci la fraseologia contratta e a dir poco primitiva di sms, WA, instagram ecc.ecc. e la frittata è fatta.
    Per carità, ci sono problemi più gravi, eppure…

    Comment by Pablo BigHorn — 16 Dicembre 2016 @ 11:05
  4. Vojo parlà de un modo trapassato,
    remoto ner presente e indicativo,
    passato già da qui: er congiuntivo.
    Non è infinito e cià futuro ingrato.

    Comment by Stefano — 20 Maggio 2020 @ 00:18
  5. Eh caro Stefano, la “congiuntivite” purtroppo non ha colpito solo il congiuntivo, ma ogni forma espressiva della lingua italiana. Per un purista come me è fastidioso veder storpiare, specie nella messaggistica da smartphone, punteggiatura, sostantivi e verbi: l’esigenza di sintesi è la giustificazione…
    Dove però è imperdonabile quest’ignoranza pazzesca è nell’espressione orale o scritta della gente comune. Nelle forme verbali usate scorrettamente, nello scarsissimo vocabolario utilizzato, nella confusionaria costruzione del periodo. Insomma mancano le basi elementari della grammatica e dell’analisi logica.
    E’ un peccato che solo una minoranza tramandi alle future generazioni una delle lingue più belle e più ricche del mondo!

    Comment by Silvio — 20 Maggio 2020 @ 09:46
  6. Stefano e Silvio avete ragione: l’ITALIANO in ITALIA è una lingua in disuso! Leggiamo errori grossolani che nulla hanno a che fare con la nostra bella lingua. E’ una vergogna, siamo proprio diventati un popolo di ignoranti!
    Buona Giornata.

    Comment by letizia — 20 Maggio 2020 @ 11:24
  7. Siamo in mano al consumismo di massa che automaticamente non rende piu’ necessaria la cultura, la ricercatezza, e la qualità alla quale tenevamo tanto…………ed e’ chiamato ….progresso!

    Comment by romano cb — 20 Maggio 2020 @ 14:38
  8. L’attuale dilagante ignoranza è figlia della mancata lettura di libri ma soprattutto della scrittura di post social sempre più abbreviata e storpiata, senza più punteggiatura né grammatica. In sostanza il linguaggio social rappresenta il funerale del lessico corretto, l’imbarbarimento della nostra splendida lingua neolatina che si era andata arricchendo e raffinando nei secoli

    Comment by Silvio — 3 Giugno 2024 @ 09:42
  9. E’ una vergogna per come si sta imbarbarendo la nostra bella lingua italiana: gli scrittori e i poeti si staranno rigirando nella tomba per il modo orrendo di parlare e scrivere così scorrettamente! Peccato!

    Comment by letizia — 4 Giugno 2024 @ 12:20

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