Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

6 Giugno 2013

Genesi

Genesi

***

Dio che creò in principio Cèli e Tera,

fece le acque e disse: “Sia la luce”,

e luce fu, mentre a quer monno “in nuce”,

je diede giorno e notte e forma a sfera.

 ***

Creò già er firmamento che conduce,

poi separò le acque e, co aria fiera,

je piacque assai quell’opra sua che era

l’esordio der creato che ariluce.

***

Divise er mare da la tera asciutta,

che fece germojà co semi e piante

e presto l’aricchì de fiori e frutta.

***

Poi bestie in acqua, in tera e in cèlo e, franco,

prima de riposasse pe un istante,

creò l’omo, poi se disse … “Ero stanco!”

***

Stefano Agostino

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  1. E’ proprio così: se si pensa alle atrocità commesse nel corso della storia, all’egoismo cieco e alla sistematica distruzione delle sue stesse risorse ambientali, non c’è dubbio che l’uomo è la creatura meno perfetta del creato!

    Comment by Silvio — 6 Giugno 2013 @ 08:38
  2. Bellissimo! Il Creatore era stanco, ecco perché l’uomo è così imperfetto! (ma la donna no)

    Comment by letizia — 6 Giugno 2013 @ 10:57
  3. Chiedo scusa a nome di Stefano per il danno che la sua permanenza al Pertini e la sua morte hanno procurato al buon nome del dott. De Marchis e della dott.ssa Di Carlo. Chiedo scusa per il disturbo arrecato.
    Infondo era un tossicodipendente, e non dimentichiamo che era lì perché aveva commesso un reato.
    Cosa valeva la sua vita rispetto alla carriera e l’onorabilità di persone che ‘salvano la vita alla gente’?
    E mi rendo conto sempre di più che la vita di mio fratello non era considerata tra quelle da salvare.
    Stefano non ha più voce per dire che lavorava, che andava in palestra. Che le sue vene non erano massacrate dalla droga, della quale non c’era traccia dopo la sua morte…
    E che immaginava un futuro come tutti noi.
    Lui non c’è più. Quindi tanto vale che i loro avvocati lo massacrino pure da morto. Se si tratta di salvaguardare coloro che quasi sempre salvano la vita alla gente. Sempre che ‘la gente’ non sia un detenuto in attesa di giudizio tossicodipendente.
    E cosa importa il dolore di un padre e di una madre, che per quella vita avrebbero dato l’anima, pur senza mai farne un santo, nel vederlo calpestato e spogliato di quello che era?
    Diciamo che non è stato curato perché come tutti i tossicodipendenti non era collaborativo.
    E dimentichiamo il giuramento d’Ippocrate.
    Tanto era un tossicodipendente.
    Ma si. Mettiamoci una pietra sopra e salviamo il salvabile. Tanto se l’è cercata.
    E diffondiamo la sua foto nei centri di recupero. Così tutti sapranno che di droga si muore in quel modo, come ha avuto la brillante idea di affermare uno degli avvocati dei poveri medici.

    Dal profilo fb di Ilaria Cucchi

    Comment by roberto genesis — 6 Giugno 2013 @ 11:16
  4. Buongiorno a tutti. Scusate ma sono incazzato nero, qui sopra ho riportato le parole amare e tristi della sorella di stefano Cucchi. Una delle tante vergogne italiane. Forse stefano è stato pestato dai medici….che schifo !!!
    RIP Stefano.

    Comment by roberto genesis — 6 Giugno 2013 @ 11:18
  5. Caro Roberto, non scusarti di nulla. Anzi, tutti noi dovremmo scusarci con Stefano Cucchi. In minima parte, ognuno di noi dovrebbe sentirsi complice di tutto ciò.

    Comment by Stefano — 6 Giugno 2013 @ 11:24

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