Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

La Roma in rima,Poesie romaniste

25 Novembre 2013

Ciao Campione

Ciao Campione

***

E se n’è annato pure “Er fornaretto”,

er nonno un po’ de tutti, a cui vorei,

portaje ‘sto saluto pe Amadei,

Campione a Roma der primo scudetto.

***

Mó fatte dà der “tu”, a li tempi bei,

e fino a oggi, scritto a ‘sto sonetto,

nun c’è romano vero (e no er rejetto)

che nun lo sappia chi sei stato e sei.

***

Campione de la Roma de Testaccio,

ché anche si nun eri er capitano,

giocavi come a avé la fascia ar braccio.

***

E nun c’è còre che tifi romano,

che oggi nun te strigne in un abbraccio,

mentre ‘na goccia bagna er viso, piano.

***

Stefano Agostino

***

  1. Un gran bel ricordo, Stefano. Ovviamente non posso ricordarlo ma vive nei racconti di chi mi ha insegnato la Roma. SempreForzaRoma.

    Comment di Bariggio — 25 Novembre 2013 @ 07:27
  2. Come postato ieri: è n’antro pezzo de còre de la Roma che se n’è ito.
    Er tempo passa e, piano, piano, ‘a prima Roma scudettata s’è aricomposta ‘n cielo, andove gioca’ è bello e nun affatica.

    Comment di RomamoR AsR '929 — 25 Novembre 2013 @ 10:02
  3. Ciao Fornaretto, sei stato un mito!
    ….
    Mi associo in pieno al pensiero del giorno: voi che pensate, ce la facciamo? Io ho molti dubbi, e anche tanta speranza.

    Comment di letizia — 25 Novembre 2013 @ 11:10
  4. Amadei, vecchio campione giallorosso, ci saluta per sempre: è stato una leggenda dell’alba dell’AsRoma, un simbolo assoluto della Roma testaccina campione d’Italia 1942! Se ne va un pezzo di storia della Roma più autentica, più intima, della Roma “ancestrale” che nessuno di noi ha conosciuto ma che tuttavia sentiamo nostra per il suo spirito e il suo cuore trasmessoci dai nostri predecessori! Addio grande campione nostro!!!

    Comment di Silvio — 25 Novembre 2013 @ 11:30
  5. Caro >Sirvio nun pòi9 di: “….della Roma “ancestrale” che nessuno di noi ha conosciuto ….”. Io l’ho conosciuta ner 1936, a 7 anni; ‘na Roma che sur campo suo “Testaccio” de raro conosceva sconfitte, ‘na Roma ch’arimannò a casa la Juve co 5palloni5 ner sacco, ‘na Roma de li Ferraris, Degni, Bernardini; me vie’ la pelle d’oca solo a ricordalli. Mo’, lassù, je n’è arivato ‘n’artro: stanno ‘n bòna compagnia.
    Letizia e Stefano, daje che nun è solo D. Conti la bestia nera de la Roma ce ne so’ tante e se la Roma sta ‘n salute li doma tutti. Quello ch’ha da torna’ è ert conto finale.
    DAJE ROMA ARIPIJATE ER POSTO CHE TE MERITI!!!

    Comment di RomamoR AsR '929 — 25 Novembre 2013 @ 14:07
  6. qualche anno fa l’ho incontrato, era in piedi fuori il forno “Amadei” quando ancora stava nella piazzetta antistante la galleria, vicino al duomo di Frascati. Aveva un sorriso per tutti, anche per chi non lo conosceva, come me.
    Per lui, dice molto, se non tutto, il patto che fece con i suoi nuovi dirigenti quando fu venduto all’Inter nel 1948 per fare cassa: non avrebbe mai giocato contro la Roma “non puoi tradire tua madre” disse.
    Per il suo provino con la Roma, nel 1936 (aveva 15 anni) venne a Testaccio in bici da Frascati. All’andata è facile, ma al ritorno… tutta salita. Lo presero subito.

    Comment di Pablo BigHorn — 25 Novembre 2013 @ 17:44
  7. Al ritorno ha pure bucato, è arrivato a Frascati su un carretto tirato da un cavallo, il cui proprietario gli dato un passaggio.
    ….
    La prima della Roma senza goal. Adesso tocca inseguire, ma la terza è a 5 punti e la quarta a 7. Ancora si può sperare all’Europa maggiore. Devo riconoscere che senza Totti è poco più di una squadretta.

    Comment di RomamoR AsR '929 — 25 Novembre 2013 @ 23:15

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