Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

9 Aprile 2014

Ariverà quer giorno

Ariverà quer giorno

***

Ariverà quer giorno, me lo sento,

che in quarche cosa troverai un ricordo,

un che de noi qualunque, ora sordo,

ché nun riesci a sentì o solo a stento.

***

E in quel’istante, senza tempo e bordo,

farai un soriso a aripenzà ar momento

de quer ricordo che, come fa er vento,

te passa accanto e soffia un dorce accordo.

***

‘Na spina conficcata a l’improvviso,

quanno aripenzerai a ch’è successo,

te spegnerà quer timido soriso.

***

  Me cercherai, nun dico certo adesso,

ma sappi già da ora ch’ho deciso

che nun me troverai mai più lo stesso.

***

Stefano Agostino

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  1. Ariverà quer giorno, me lo sento,
    che in quarche cosa troverai un ricordo,
    un che de noi qualunque, ora sordo,
    ché nun riesci a sentì o solo a stento. … (continua)

    Comment di Stefano — 9 Aprile 2014 @ 07:30
  2. “… e lontano, lontano nel tempo…” delicati versi dedicati a che ti ha lasciato. Molto bello!

    Pensiero del giorno ad hoc. La Roma dà fastidio, non era prevista nel campionato. SEMPRE FORZA ROMA!

    Comment di letizia — 9 Aprile 2014 @ 08:56
  3. Eh lo sò, se riprende er viaggio e se guarda avanti ma ogni tanto se dà ‘na sbirciatina a lo specchietto retrovisore…

    Comment di Silvio — 9 Aprile 2014 @ 09:22
  4. Condivido il pensiero del giorno, so na massa DESTROnzi.
    Il sonetto descrive un sentimento che abbiamo provato tutti, prima o poi… E questo sta a significare che, parafrasando la bella immagine di Silvio, abbiamo guardato nello specchietto retrovisore troppo presto…

    Comment di Pablo BigHorn — 9 Aprile 2014 @ 10:55

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