Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

31 Ottobre 2014

31 ottobre, usa la zucca!

31 ottobre, usa la zucca!

***

Te prego, amico, prova a damme ascorto:

nun festeggià più Halloween p’er fatto

ch’è un modo p’esartà quer “granne ratto”,

padrone de l’Inferno e er monno morto.

 ***

Dietro a le zucche vote e a quarche gatto,

se vole richiamà quer “drago sciorto”,

co simboli de mostri e streghe, abborto

d’artre curture de tutt’artro tratto.

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Nun dico p’er dorcetto o lo scherzetto

quanno li bimbi soneno a la porta,

nun ciavrei scritto certo ’sto sonetto.

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Usa la zucca intera e da stavorta,

nun daje spazzio ar “verme” e a ’gni suo aspetto,

tra li fantasmi, zombie e gente morta.

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Stefano Agostino

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  1. Te prego, amico, prova a damme ascorto:
    nun festeggià più Halloween p’er fatto
    ch’è un modo p’esartà quer “granne ratto”,
    padrone de l’Inferno e er monno morto. … (continua)

    Comment by Stefano — 31 Ottobre 2014 @ 07:43
  2. Sonetto e penziero der giorno azzeccatissimi e a li quali m’associo.

    Comment by 'svardoASR'29 — 31 Ottobre 2014 @ 09:21
  3. La saggezza e il buon senso, non si insegnano, vanno trovate in se stessi sviluppando un proprio personale spirito critico, ma ciò richiede un’unica condizione: distanziarsi dalla massa di pecoroni inebetiti da futilità, abbrutiti da idiozie indotte dal sistema che ci vuole rendere schiavi di consumismo e drogati di conformismo! Spegnamo la tv e accendiamo il cervello! E apriamo un libro ogni tanto…

    Comment by Silvio — 31 Ottobre 2014 @ 10:22
  4. Bellissimo sonetto! usiamo il cervello e lasciamo stare le “zucche” vuote! Oltretutto questa simil festa è d’importazione!

    Comment by letizia — 31 Ottobre 2014 @ 12:41
  5. La penso come Stefano, i ragazzini che bussano sperando in un dolcetto fanno il loro mestiere di bambini. La tristezza viene quando vedi adulti e zucche vuote che danno sfogo a istinti bassi e ridicoli. A volte li vedi barcollare, e non sai se è colpa dell alcol o se si sono guardati dentro l’anima, provando la vertigine del vuoto

    Comment by pablo bighorn — 31 Ottobre 2014 @ 20:26

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