Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Tempi d'oggi

29 Marzo 2016

Er re de li vijacchi

Er re de li vijacchi

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Te senti un re, quanno che fai attentati,

sei solo tu er più infame e er più vijacco,

te credi un granne, mentre fai un attacco

pe ammazzà innocenti e disarmati.

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E a mette er monno intero sotto scacco

tra esplosivi e grugni incappucciati,

inneggi a la violenza e, a connotati,

 ciài ‘na faccia da cazzo co lo spacco.

***

Ce credi solo tu a le stronzate

che vai sparanno su la guera santa

sì … barbara co l’armi taroccate.

***

Nun meriti un’anticchia de rispetto

tu terorista, er cui cervello vanta

forma e idee da intestino retto!

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Stefano Agostino

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  1. Te senti un re, quanno che fai attentati,
    sei solo tu er più infame e er più vijacco,
    te credi un granne, mentre fai un attacco
    e ammazzi innocenti e disarmati. … (continua)

    Comment di Stefano — 29 Marzo 2016 @ 09:01
  2. Sono infami, assetati di sangue e col cervello spappolato da droghe, bravi solo a uccidere genti inermi. Nessuna pietà per loro.

    Svaligiata la villa degli agnelli? beh a Pasqua ci può stare!
    Buona Giornata.

    Comment di letizia — 29 Marzo 2016 @ 11:25
  3. So’ ‘na massa de ‘nfami. E’ gente che sta già dentro casa nostra da anni in attesa di un segnale per agire. Sono bene addestrati e poi ipnotizzati. Per il resto sono normali, ma al determinato segnale si risveglia tutta la cellula dormiente e sono guai. Sembra che racconto della fantascienza, ma è la verità.

    Comment di 'svardo AsR '929 — 29 Marzo 2016 @ 17:46

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