Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

24 Aprile 2018

A quanno un Governo?

A quanno un Governo?

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Tra giri assurdi de conzurtazzioni,

mischiati cor mannato eplorativo,

quer che già era scasso recidivo,

sta a diventà rottura de cojoni.

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Tra chiacchiere e giochetti a chi è più divo,

ce sta un Paese che viaggia a magoni,

da troppo tempo in mano a li papponi,

fatica a dì ch’è ancora in piedi e attivo.

***

Passeno mesi e nun se fa er Governo,

nemmanco mai ‘na legge elettorale

che metta fine a ‘sto periodo eterno.

***

In cui er quaqquaraqquà è tal’e quale

a quello der pollaio sempiterno,

galli a cantà, ma resta notte uguale.

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Stefano Agostino

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  1. Tra giri assurdi de conzurtazzioni,
    mischiati cor mannato eplorativo,
    quer che già era scasso recidivo,
    sta a diventà rottura de cojoni. … (continua)

    Comment di Stefano — 24 Aprile 2018 @ 05:14
  2. Bravissimoooooooo Stefano!!!!

    Comment di Laura — 24 Aprile 2018 @ 08:49
  3. Ma è possibile che quel ladrone de b…… ancora rompe li c….oni, ci fa pure rima!
    Buona Giornata.

    Comment di maria letizia — 24 Aprile 2018 @ 09:24
  4. Hai centrato l’argomento! Fa gioco al malaffare ingarbugliare la situazione. L’esito del voto è fin troppo chiaro la gente si è rotta e certi biechi burattinai farebbero bene a farsi da parte…tirare la corda non è mai positivo…

    Comment di ENRICA — 24 Aprile 2018 @ 10:41

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