Roma in rima -  Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

10 settembre 2018

Scolaro pe sempre

Scolaro pe sempre

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‘Gni vorta che cominceno le scòle,

me pare de sentì la campanella,

la prima ora, er banco, la cartella,

su la lavagna schizzi de parole.

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Lo so che ciò un’età attempatella,

ma er penziero va più ’ndove vole,

aripercore er tempo de le spole

tra casa e classe, che mai se scancella.

***

Vecchi compagni e vecchi professori

er preside e tante facce nòve,

li libbri da comprà, penne e colori.

***

La compagnuccia e le prime prove

de quanno che pe sempre te ‘nnamori,

ciò l’occhi e er viso lucidi, … ma piove?

***

Stefano Agostino

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  1. ‘Gni vorta che cominceno le scòle,
    me pare de sentì la campanella,
    la prima ora, er banco, la cartella,
    su la lavagna schizzi de parole. … (continua)

    Comment by Stefano — 9 settembre 2018 @ 17:24
  2. Bongiorno. Bel sonetto che fa ricordare, dopotantianni, l’avvio alla vita scolastica. Oltre al mio, ripenso alle emozioni di quando ho accompgnato i miei ragazzi, nel loro primo giorno.

    Comment by 'svardo — 10 settembre 2018 @ 08:45
  3. Primo giorno di scuola, ansia, emozione, tristezza e gioia al contempo. Sono circostanze che accompagnano la fase della crescita dall’infanzia all’adolescenza, fino alla maggiore età. La scuola è la prima palestra di vita!

    Comment by Silvio — 10 settembre 2018 @ 09:17
  4. Del primo giorno di scuola ricordo poche cose (è passata una vita): il grembiulino bianco e il libro di lettura che mi piaceva tanto. Adoro leggere anche oggi!
    Buona serata!

    Comment by letizia — 10 settembre 2018 @ 20:23

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