Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Romanamente

7 Agosto 2026

Detti popolari: “a uffa”

Detti popolari: “a uffa”

***

Lo sanno tutti che a Roma “a uffa”,

significa lo sbafo da scroccone,

er rimedià quarcosa, un ber boccone,

senza pagà moneta, né fà zuffa.

***

Ma pochi sanno poi che ‘st’espressione,

deriva dar latino, e no pe truffa,

ad usum fabricae” che nun è fuffa,

ma legna e materiali d’occasione …

***

… che senza da pagà arcuna imposta

veniveno portati avanti e retro,

su granni tir o navi fatte apposta …

***

… pe costruì, un metro dopo metro,

un’opera grandiosa senza sosta,

ch’è la Basilica che cià San Pietro.

***

Stefano Agostino

_________________________

***

  1. Lo sanno tutti che a Roma “a uffa”,
    significa lo sbafo da scroccone,
    er rimedià quarcosa, un ber boccone,
    senza pagà moneta, né fà zuffa. …

    Comment by Stefano — 15 Dicembre 2020 @ 04:21
  2. Sì esatto, questa è un’espressione che si è andata trasformando nei secoli. Più che significare “gratis”, oggi “a uffa” esprime qualcosa fatta “inutilmente”: faticare e impegnarsi senza trarne vantaggi.
    E’ molto interessante l’etimologia popolare ed è bello che un ispirato sonetto romanesco ci racconti l’origine linguistica, ai più sconosciuta, di locuzioni antiche tramandate fino ad oggi!

    Comment by Silvio — 15 Dicembre 2020 @ 11:16
  3. Bello questo sonetto su una espressione tipicamente romana! E’ una storia che mi raccontava mia nonna una vita fa! Ad oggi comunque trasformata in “uffa” che si usa per dire che siamo stufi in questo periodo soprattutto dei nostri incapaci governanti!
    Buona Giornata.

    Comment by letizia — 15 Dicembre 2020 @ 14:26
  4. Oggi ho imparato di nuovo qualcosa. Grazie

    Comment by romano cb — 15 Dicembre 2020 @ 16:06

Leave a comment

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL