Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani

3 Giugno 2012

Er penziero – Trilussa

Er penziero

***

Qualunque sia penziero me viè in mente,

prima de dillo aspetto e grazzi’a Dio,

finché arimane ner cervello mio

nun c’è nissuno che me pò dì gnente.

***

Ma s’opro bocca e je do fiato, addio.

L’idea nun se confinfera a la gente,

me pò fà nasce quarche inconvegnente,

e allora er responsabbile sò io.

***

Pe questo, ner risponne a quarche amico

che vorebbe sapé come la penzo,

peso e misuro tutto quer che dico.

***

E metto tra er penziero e la parola

la guardia doganale der bon senzo

che me sequestra er contrabbanno in gola.

***

Trilussa

________________

  1. “er bon senzo che me sequestra er contrabbanno in gola” è una chiosa geniale. Grandissimo Salustri.
    Stefano, ti faccio una domanda accademica, un pò come chioedere se era più bravo Pelé oppure Maradona… tra Belli e Trilussa, chi preferisci?

    Comment by Pablo BigHorn — 3 Giugno 2012 @ 14:22
  2. Paolo, mi fa piacerissimo questa domanda e il paragone è azzeccato. A dispetto di tutti i cultori del sonetto che considerano Belli il sommo e Trilussa nettamente inferiore, per temi trattati, per varietà dell’opera tramandata e per contenuti, da sempre io preferisco Trilussa. De gustibus…

    Comment by Stefano — 3 Giugno 2012 @ 16:28
  3. Anche a me Trilussa piace di più!

    Comment by letizia — 3 Giugno 2012 @ 19:47
  4. De gustibus non est disputandum… è vero, ma credo che quasi tutti i non addetti ai lavori preferiscono Trilussa, me compreso.
    Mi sono fatto un’idea del perché: non c’entrano i gusti o l’abilità sopraffina o il genio dei due sonettari. Secondo me la preferenza su Trilussa deriva anche dal fatto che scrive in modo più… comprensibile. Romano da generazioni, ho quasi imparato prima il dialetto dell’Italiano, eppure per capire alcune strofe del Belli ho bisogno dell’abbecedario. Trilussa invece lo leggo d’un fiato, senza problemi. Il fatto è che anche il dialetto si è evoluto negli ultimi 150 anni, e alcune parole sono cadute in disuso.
    Una delle ultime poesie del Belli che mi è capitata sotto mano è “La vita dell’omo”. Una meraviglia, geniale l’idea e lo svolgimento. Ma… lattime, torcolo, vvormijjoni… ci arrivi a senso.
    Tutto questo per dire che in un blog a trasmissione telepatica che si terrà nel 2182, qualcuno chiederà: “ma tu preferisci i sonetti di Trilussa o di Agostino?” “Mah, te dirò, io preferisco Agostino. De gustibus…”

    Comment by Pablo BigHorn — 4 Giugno 2012 @ 15:09
  5. TRILUSSA è stato un genio ma, tu ti stai di molto avvicinando… bravo… avanti così che sei sulla buona strada..

    Comment by Vincenzo COPPOLA — 7 Giugno 2012 @ 12:20

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