Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

15 Settembre 2014

Er primo giorno de scòla

Er primo giorno de scòla

***

E chi se pò scordà quer primo giorno?

Er primo giorno, in prima classe, a scòla,

co la cartella e manco ’na parola,

la cattedra e l’enorme aula attorno.

 ***

A aripenzacce mó la mente vola

a la lavagna, ar banco e a l’artri intorno,

la voja de scappà pe fà ritorno,

a casa ’ndò ce sta ’na mamma sola.

 ***

Grembiule, astuccio, penna e un ber diario,

’na voce perentoria: la maestra,

che fa l’appello … chi è Abatini Mario?

 ***

La campanella e l’occhi a la finestra,

ricreazzione eppoi l’abbeccedario,

scrive in mancino e l’artri co la destra …

***

Stefano Agostino

______________________________

***

  1. E chi se pò scordà quer primo giorno?
    Er primo giorno, in prima classe, a scòla,
    co la cartella e manco ’na parola,
    la cattedra e l’enorme aula attorno. … (continua)

    Comment by Stefano — 15 Settembre 2014 @ 07:43
  2. Bello, che nostalgia, ma allora sembrava una tortura!

    Comment by letizia — 15 Settembre 2014 @ 11:57
  3. Mi hai fatto ricordare la maestra della prima elementare; dolcissima e molto attenta; peccato che non è venuta in seconda. Non ricordo gli insegnanti di seconda e terza (si vede che non erano qualcosa di speciale), bravo il maestrino di quarta e quinta, al primo incarico, era più ragazzino di noi; purtroppo è partito in Russia e è tornato malconcio(l’ho avuto come amico fino ar ar terzo avviamento industriale, la media era per chi poteva pagare o aveva tutti 10 in pagella). Eravamo gli alunni della quinta C della Franchetti e andavamo spesso a trovarlo.
    Grazie Ste’, so’ paggine de vita vissuta che ‘gni tanto ce fai aricorda’.

    Comment by 'svardoASR'29 — 15 Settembre 2014 @ 14:37

Leave a comment

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL