Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Nuova edizione,Romanamente

15 Novembre 2022

Li storni

Li storni

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Tramonto: sopra l’arberi appizzati,

se sente tutto a un tratto ’na caciara,

da un ramo a l’artro un sòno de fanfara,

de ronzettii diverzi, ma ’ntonati.

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A fà ’sto gran bordello e ’sta cagnara,

sò l’ucelletti, tutti annuvolati,

che ariveno in città, ’ndó sò scallati,

quanno de ’nverno er sole è merce rara.

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Ma a parte ’sto casino cippettante,

che t’arintrona er timpano e te spacca,

c’è un fatto ch’è assai più preoccupante …

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A l’arba, quanno er primo in volo stacca

e tutti inzieme parteno a l’istante,

ce lasseno ner “guano”, ossia la cacca!

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Stefano Agostino

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  1. Tramonto: sopra l’arberi appizzati,
    se sente tutto a un tratto ’na caciara,
    da un ramo a l’artro un sòno de fanfara,
    de ronzettii diverzi, ma ’ntonati. …

    Comment by Stefano — 10 Novembre 2021 @ 03:47
  2. Gli storni fanno parte del quadro invernale di Roma! Ma non sono loro che ci inondano di guano! Nella cacca ci siamo a prescindere! Apriamo gli ombrelli e andiamo avanti!
    Buona Giornata.

    Comment by letizia — 10 Novembre 2021 @ 13:38
  3. Qualche tempo fa ho visto un documentario sugli storni di piccoli uccelli dove si spiegava che questi volteggi ondeggianti di un gran numero di esemplari è una strategia per confondere i volatili predatori

    Comment by Silvio — 10 Novembre 2021 @ 17:36
  4. In un documentario ho appreso che questo movimento di gruppo, peraltro identico a quello dei pesci, è una strategia di difesa per confondere i predatori

    Comment by Silvio — 15 Novembre 2022 @ 08:55

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