Roma in rima - Sonetti e poesie in romanesco di Stefano Agostino

I sonetti romani,Schegge di vita

30 Settembre 2009

Sensi de còrpa

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Sensi de còrpa

 

Sensi de còrpa,  quanti ce n’ho avuti,

quanti ce n’ho e quanti me vèranno,

ce campo sin dar primo capodanno,

e finchè andrò all’arberi pizzuti.

 

Sensi de còrpa, fanno solo danno,

ammazzeno li giorni che hai vissuti,

confonneno ricordi e attribbuti,

e nun se levano passanno un panno.

 

C’è poi chi è Re pe’ fatteli venire,

che te da’ addosso e fa senti’ ‘na cacca,

nun ha artre idee, no, nè artre mire.

 

Ma  mo’ sta a me a  fa’ che nun m’acciacca,

chè artrimenti sarei io a finire

cor da’ raggione a lui, e porca vacca !!!

 

Stefano Agostino

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  1. Profondo il contenuto del sonetto, e soprattutto vero. Contiene, anche se nascosto, l’antidoto per una vita serena: agire sempre in buona fede senza lasciarsi influenzare da ingerenze negative per non cadere nella trappola dei condizionamenti.

    Comment by Silvio — 30 Settembre 2009 @ 11:04
  2. Quante volte nella vita abbiamo vissuto quel momento in cui qualcuno ci fa sentire una nullità…quante volte il senso di colpa e l’inadeguatezza hanno preso pieno possesso dei nostri pensieri, facendoci perdere la stima in noi stessi…
    …ed è proprio allora che si innestano una serie di meccanismi che ci annientano dentro, che portiamo con noi per il resto dei nostri giorni e che non riusciamo a cancellare nè con noi stessi nè con chi abbiamo di fronte che, magari, ci conosce da poco e non riesce a comprendere tante cose…non riesce a comprendere il nostro atteggiamento verso noi stessi, perchè non conosce quei momenti che qualcuno ci ha fatto vivere e che noi portiamo dentro di noi, come ferite enormi che non rimarginano e che a volte, troppo spesso, basta che vengano sfiorate per cominciare a sanguinare di nuovo in maniera quasi inarrestabile…
    …quante volte è capitato anche a noi di far soffrire, involontariamente, una persona che amiamo infondendo in lei dei sensi di colpa o facendola sentire inadeguata, dicendo parole che l’hanno ferita che non avremo mai voluto pronunciare in vita nostra, ma che per uno strano gioco del destino riescono ad uscire ed a ferire come mai avremo voluto e immaginato di fare…
    …ed allora è proprio in quel momento che proviamo la sensazione di chi vorrebbe poter cancellare tutto, tornare solo un attimo indietro e non ripetere quelle parole, non vivere quel momento, non far soffrire proprio la persona più importante per noi…consapevoli di aver riaperto una ferita che non riesce a rimarginare…

    Comment by Luisa — 30 Settembre 2009 @ 11:50
  3. tropa filosofia,ma come la filosofia è vita io li sensi de colpa cè nè ho,e nun nè faccia una colpa,come dice qualcuno basta agire in bona fede sempre e comunque contro tutto e tutti,cosa sò i sensi de colpa la coscenza guisto ???????

    Comment by PEDRO — 30 Settembre 2009 @ 18:35
  4. Silvio, Luisa, Pedro: bello leggere le vostre reazioni. La poesia in fondo serve a questo. A solleticare le corde più nascoste della nostra vita, ma anche quelle più vicine a noi stessi, perchè più profondamente nostre. Grazie per i vostri contributi.

    Comment by Stefano — 1 Ottobre 2009 @ 07:49

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